Monday, November 23, 2015

Francesco di Sales: Accessibile ma Esigente

S Francesco di Sales: Filotea – Introduzione alla vita devota

Terza parte, capitoli 1-16
Condivisione: Marco Tagliavini, Marko Ivan Majić-Mazul, Teresa Su Hyun Park

Suor Teresa:

Piace lo schema…dolcezza, carità, povertà…per la carità servono tutte le altre virtù, dovrebbe essere accompagnata da altri metodi. Mi ricordavo la prima lettere ai Corinzi che parlava di carità…
Voglio essere umile ma spesso voglio che gli altri mi guardano che sono una persona umile, virtuosa.
Questa pazienza mi dava in tutta la lettura una importanza grande. Si parla che noi dobbiamo lasciare un buon esempio per gli altri ma lo dobbiamo lasciare in verità e questo è importante. Difficile il momento in cui dire, tacere…

San Francesco conosce bene le persone come un psicologo. Tutti siamo chiamati alla santità e questo mi è piaciuto.

Marco:

Più che si va avanti, più mi sento coinvolto e conquistato.

Tre punti:
- Pensiero di san Francesco che in questi capitoli emergono in modo speciali
- Alcune sue caratteristiche personali che vengano fuori
- Alcune caratteristiche personali che mi ha toccato

     Ti tocca su alcune cose, mi dico, questo parla proprio a me. La centralità della carità. La devozione è per tutti quanti. L’idea è la santità per tutti ma anche distingue questo con stato di qualità… a cui è chiamato. Tutti possono avere tutte le virtù ma non le devono praticare nello stesso modo. Rifiutare i doni che Dio ci da, è anche orgoglioso, una falsa umiltà è questo.
     Eccezionale il tema di pazienza. Parla di questo con tanta bellezza. Essere attenti su questo.
La dolcezza, la calma, la giustizia sono i temi che tornano… sono i consigli dal quello che da primo li fa realizzare. Teniamo sempre gli occhi fissi su Gesù Cristo crocifisso – la centralità.
     La concretezza ancora più forte che prima anche se prima anche era concreto. Una fine saggezza nel dare i consigli con tanta attenzione proprio saggia. Sa che sono i momenti difficili per uomo. Anche la sua prudenza molto grande. Profondo conoscitore dell’uomo. La cura pastorale che ha nei confronti delle persone che accompagna.
     È accessibile ma anche è esigente. Chiede le cose davvero impegnative, ma possibili da realizzare. Abbia una grande capacità pedagogica. Ti restano in testa le cose. Dice alcune cose perché lui le ha vissuti per prima. Tante frasi piccoline che aiutano per mettere in memoria le cose importanti. Ha un’ampia cultura, modelli biblici, esempi dei santi… sembra che ce ha una predilezione per gli api. Si mostra come un compagno del cammino. Parla di buone e cattive compagnia come don Bosco.
     Francesco di Sales non parla delle cose astratte. Usa tante espressioni del canto dei cantici.

Marko:

La cosa che mi ha toccato è che san Francesco di Sales scrivendo 5 secoli fa è che san Francesco è ancora attuale, anche oggi in senso che abbiamo visto nella condivisione che ogni uno poteva vedere su che virtù della propria vita potrebbe lavorare, svilupparla verso la perfezione e così per poter attirare altre virtù, migliorandosi così sempre in più nella vita devota, nella unione con Dio. Si spiega anche come lavorare su queste virtù e alla fine rimane soltanto e proprio LAVORARE.
     San Francesco è così dolce, intelligente e semplicemente bravo che le persone di qualsiasi carattere, di qualsiasi ruolo della loro vita, possono trovarsi nella guida di san Francesco di Sales, perché a me sembra che lui proprio parla del bene di Dio che si da per tutti, di Dio che si da per tutti, anche se nei modi diversi.
     La cosa che trovo molto utile per la nostra crescita e che accenna san Francesco è quella di fare relazionarsi con quelli che davvero ci aiutano a sviluppare le nostre virtù, e non con quelli con cui ci piace stare, perché è inutile e non e giusto ne buono essere SOLTANTO con gli amici e con la gente che non ci fa crescere.
     È cosciente anche che siamo peccatori e cadiamo nei peccati e ce ha la sensibilità anche per questo, e per questo dice che bisogna partire con se stessi, essere per il primo dolce con se stessi, e questo è una cosa meravigliosa, perché  davvero quando penso, mi fa riflettere su qualche lavoro, se lavoro non va bene e se lo lasci, non ce niente più, ma se continui a lavorare anche più forte, la speranza ce sempre, ed è questo che san Francesco, mi sembra vuole mettere nelle anime che guida e per il primo in se stesso, sperare in quello che si è dato a noi per poter sperare, credere e alla fine per la causa di questo, vivere nella unione con Dio.

Sommario di Marko



No comments:

Post a Comment