La Filotea, Prima Parte, capitoli 9-24.
Gruppo: Benjamin SDB, Jose Antonio SDB, Prakash SDB, Yoshi
Lunedì, 2 novembre 2015
Elaborazione: Yoshi
Osservazione generale
1. Capp.9-18:
L’autore propone una serie di
10 meditazioni su alcuni temi seguendo uno schema bene preciso (Preparazione-Considerazione-Affetti e propositi-Conclusione).
Queste meditazioni sono considerate come “strumento di base” per crescere nella vita devota e superare l’inclinazione al peccato (Cfr. Filotea 1,8: «Ora per giungere a questa presa di coscienza ed alla contrizione, devi immergerti con cura nelle meditazioni che qui di seguito ti propongo; se ti ci impegnerai […], strapperai dal tuo cuore il peccato e i principali affetti al peccato»).
Va notato anche che l’autore indica in maniera concreta il modo di meditare: è importante anzitutto seguire l’ordine delle dieci meditazioni proposto dall’autore; Filotea poi dovrebbe fare una meditazione al giorno, di mattino e rifletterla durante la giornata. (Cfr. Filotea 1,8: «Le farai una dopo l’altra, nell’ordine che te le propongo, una al giorno, di mattino […] perché è il tempo più adatto alle operazioni dello spirito; e ci rifletterai sopra per tutta la giornata».
È frequente l’uso dei verbi di richiamo alla rappresentazione o immaginazione, all’umiliazione e alla conversione ( considerare, pensare, immaginare, riflettere, guardare, vedere, ammirare, notare, convertirsi, umiliarsi, ........).
2.
Capp.19-21:
L’autore invita Filotea ad un esercizio di PURIFICAZIONE con la Confessione generale e l’Impegno a servire Dio.
3.
Capp.22-24:
Si nota un richiamo alla LIBERAZIONE (liberarsi dall’affetto al peccato veniale, dall’affetto alle cose inutili e pericolose e dalle cattive inclinazioni)
Capitolo 9. LA CREAZIONE
-Dio ci ha creati, non perché avesse bisogno di noi, ma per sua sola bontà.
-La nostra anima è invitata a ringraziare Dio perché la sua bontà ci ha trattato dalla nulla e la sua misericordia ci ha creati. Meditare sul nostro essere ci conduce a ringraziare il Signore.
Capitolo 10. IL FINE PER IL QUALE SIAMO CREATI
-Dio ci ha creati per un fine nobile.
-Per questo ci ha dato le tre grandi facoltà naturali (INTELLIGENZA, MEMORIA e VOLONTÀ) a tante altre per potere relazionarci con Lui.
L’INTELLIGENZA: per conoscerlo
LA MEMORIA: per ricordarlo
LA VOLONTÀ: per amarlo
Capitolo 11. I BENEFICI DI DIO
-L’autore invita Filotea a considerare i doni corporali e materiali e le grazie spirituali che Dio le ha dati e che ha dato anche alle altre persone. Ciò che rivela la sua BONTÀ e la sua GENEROSITÀ
-Davanti a tutto questo Filotea deve dunque riconoscere la sua infedeltà e la sua ingratitudine
-Filotea deve impiegarsi concretamente: «sono decisa a fare regolarmente orazione, a ricevere i sacramenti, ad ascoltare la sua santa Parola; metterò in pratica le sue ispirazioni e i suoi consigli» (Filotea1, 11).
Capitolo 12. IL PECCATO
Filotea è invitata a:
-pensare ai suoi peccati commessi in opere, in parole, in desideri e in pensieri.
-riconoscere la sua miseria causata dal peccato commesso
-gettarsi ai piedi del Signore e chiederlo perdono
-decidere di vivere meglio
Capitolo 13. LA MORTE
-In questo capitolo, San Francesco di Sales mostra la sua riflessione sul senso della vita profondamente legato alla morte.
-Filotea è invitata a prepararsi al terribile giorno della morte ed a prendere le opportune precauzioni per compiere felicemente quel passo.
-Filotea deve pregare Dio e gettarsi nelle sue braccia: «Signore, in quel giorno terribile, accoglimi sotto la tua protezione; rendimi quel momento felice e favorevole, a costo di rendere tutti gli altri della mia vita tristi e segnati dalla sofferenza» (Filotea 1, 12).
Capitolo 14. IL GIUDIZIO
-L’autore descrive la fine della vita di questo mondo sottolineando che scenderanno dal cielo un diluvio di fiamme e di terrificanti fenomeni celesti.
-Gli uomini si raduneranno in due gruppi: un gruppo con un corpo glorioso ed un altro con un corpo ripugnante.
-All’apparizione del Giudice supremo seguirà la separazione dei buoni dai cattivi. I buoni saranno consolati mentre i cattivi saranno confusi.
-Filotea è invitata a giudicarsi se stessa, già in questa vita presente, per non essere giudicata dal Giudice supremo al giudizio finale.
Per la discussione e l’approfondimento:
-
Questa corrente spirituale che San Francisco di Sales è un esponente, “l'umanesimo devoto", penso che lo rende anche molto fortemente alla salvezza eterna, ma per paura di una punizione per amore di Dio.
Capitolo 15. L’INFERNO
-In questa meditazione, l’autore fa vedere come le membra usate nel peccare verranno usate anche nel pagare la pena dovuta al peccato e invita Filotea a considerare l’eternità di quelle pene.
-Filotea deve impegnarsi dunque di fare “ogni sforzo per evitare il peccato, sola causa di quella morte eterna” (Filotea 1,15).
Capitolo 16. IL PARADISO
-L’autore presenta il paradiso come luogo in cui si contempleranno la somma bellezza e il sommo bene e invita Filotea a due impegni:
1. tenersi lontano da tutto ciò che potrebbe distogliere dal cammino verso il paradiso
2. fare tutto quello favorirà il procedere verso il paradiso.
Capitolo 17. ELEZIONE E SCELTA DEL PARADISO
-Dopo avere presentato le due possibilità dopo la vita di questo mondo, cioè l’INFERNO e il PARADISO, il santo raccomanda a Filotea di scegliere il Paradiso.
-Si ricorda che Dio desidera, con un desiderio infinito, che Filotea scelga il Paradiso. Sono lo stesso pure Gesù Cristo, gli Angeli, la Santissima Vergine Maria e tutti i santi.
-Filotea è invitata a due impegni:
1. Rivolgimento dell’anima al Paradiso
2. Dare esito positivo all’invito della Vergine Maria e di tutti santi.
Capitolo 18. ELEZIONE E SCELTA DELLA VITA DEVOTA
-In questa ultima meditazione della seria, l’autore invita Filotea ad immaginare due regni: un Regno caotico del diavolo e un Regno unito di Gesù.
-La compagnia della Repubblica del diavolo è disgraziata mentre la compagnia della Repubblica di Gesù è felice e santa.
-Viene richiesto a Filotea rinunciare al re della repubblica caotica per convertirsi al re Gesù della repubblica con fedeltà, obbedienza e l’intercessione della Beata Vergine Maria e della schiera degli Angeli e santi.
Capitolo 19. LA CONFESSIONE GENERALE
-Si potrebbe dire che finita la tappa teorica (con le dieci meditazioni), Filotea è chiamata ad una tappa pratica con fatti concreti e il primo fatto è la confessione generale nella quale esse deve:
1. Aprire bene il suo cuore per manifestare e riconoscere i suoi peccati
2. Esporre i suoi peccati con semplicità e naturalezza al suo confessore
3. Ascoltare le sue correzioni i suoi consigli
-Per dimostrare l’importantissima utilità della confessione, l’autore afferma che «la Contrizione e la Confessione così belle e così profumate, che cancellano la bruttezza e distruggono il putridume del peccato” (Filotea 1,19).
Capitolo 20. IMPEGNO DI SERVIRE DIO
La tappa successiva alla confessione generale è la PROMESSA. È una lunga preghiera nella quale l’autore invita Filotea a:
1.
Considerare l’immensa misericordia della divina bontà nei confronti di Filotea, indegna e insignificante creatura.
2.
Riflettere sulla promessa battesimale, l’infedeltà di Filotea ad essa e la passione e la morte di Gesù per la nostra salvezza.
3.
Detestare le iniquità della vita passata.
4.
Impegnarsi di rivolgersi di nuovo alla misericordia divina senza attendere un solo istante ogni volta che gli capiterà di peccare ancora.
Capitolo 21. CONCLUSIONE DELLA PRIMA PURIFICAZIONE
In questo capitolo si conclude la prima purificazione con l’invito di aprire «bene il cuore per ascoltare, con tutta l’anima, le parole di assoluzione» e «prendere la penna e opporre la firma all’atto della promessa». «Dopodiché, ti recherai all’altare; così anche Dio firmerà e opporrà il suo sigillo a conferma dell’assoluzione e della promessa del Paradiso, per mezzo del sacramento, mettendosi lui stesso come sigillo di garanzia sul tuo cuore nuovo» (Filotea 1,21).
Capitolo 22. BISOGNA LIBERARSI DALL’AFFETTO AL PECCATO VENIALE
-L’autore espone una chiara distinzione tra i peccati veniali e l’affetto ai peccati veniali: «nell’anima tu conservi ancora molte tendenze e affetti ai peccati veniali. Non dico che scoprirai dei peccati veniali, ma degli affetti e delle tendenze ad essi; ora, sono due cose ben diverse: non saremo mai liberi completamente dai peccati veniali […]; ma possiamo benissimo non avere affetto ai peccati veniali» (Filotea 1,22).
-Filotea è invitata a liberarsi dagli affetti al peccato veniale perché essi «indeboliscono le forze dello spirito, impediscono le consolazioni divine, aprono la porta alle tentazioni. Non uccidono l’anima, ma o rendono gravemente inferma» (Filotea 1,22).
-«Così, il peccato veniale non uccide l’anima, ma corrompe la devozione e intralcia talmente le potenze dell’anima con le cattive abitudini e tendenze, che essa non riesce più ad attuare la carità, nella quale consiste la devozione; questo avviene quando il peccato veniale alberga nella nostra coscienza per l’affetto che gli portiamo» (Filotea 1,22).
Capitolo 23. LIBERARSI DALL’AFFETTO ALLE COSE INUTILI E PERICOLOSE
-L’autore presenta a Filotea certe cose (i giochi, i balli, i pranzi, le feste, gli spettacoli) che sono in sé non cattive ma indifferenti e che possono essere vissute bene o male. Aggiunge che «il male non è farli, ma affezionarsi» (Filotea 1,23).
-Dunque Filotea è invitata a non affezionarsi di queste cose considerate come inutili e pericolose.
Capitolo 24. OCCORRE LIBERARSI DALLE CATTIVE INCLINAZIONI
-L’autore parla delle «tendenze naturali le quali non hanno origine dai nostri personali, e non sono nemmeno veri e propri peccati né mortali né veniali» (Filotea 1,24). Esse definiscono il nostro temperamento e sono chiamate imperfezioni e i loro atti difetti o mancanze.
-Filotea è invitata, con la grazia di Dio, con lo sforzo e con l’impegno, a migliorare il suo temperamento.
Sommario di Yoshi.