Monday, November 16, 2015

Dobbiamo solo accogliere la salvezza di Gesù

La Chiesa della Visitazione, Annecy, vista dal Castello
Filotea 2: 12-21
16 novembre 2015
CONDIVISIONE DI GRUPPO: Suor Teresa, Marko, Marco


Cosa ci ha colpito:

Francesco si dimostra sempre molto pratico e concreto; come già le volta scorse, se non ci si mette nell’azione ci gonfia solamente: «una volta dato il consenso, bisogna che abbia seguito e l’ispirazione si attui» (2:18). Quante volte cadiamo in questo atteggiamento in cui ci si crede arrivati! Quante volte ci dimentichiamo l’importanza del raccoglimento spirituale!
Si mostra sempre aderente alla realtà, con una meravigliosa oratoria: «coloro i quali non hanno molte occupazioni, devono fare la comunione perché ne hanno il tempo; quelli invece che sono molto occupati, la devono fare perché ne hanno bisogno» (2:21).
Offre molti modelli (2:13): nel riferirsi a numerosi santi (ben quattrodici esempi), ad alcuni a lui particolarmente cari, come Teresa, Carlo Borromeo, i primi gesuiti (2:17) e testi ed esempi biblici (2:12), Francesco dimostra la sua vastissima cultura e preparazione, che fa sentire questi esempi realmente imitabili. Tutti i santi si ispirano sempre con altri santi: si vede quanta conoscenza ha dei santi e quanto questi significano molto per lui stesso; sa che sono più vicini a noi come uomini; sa che tutto è possibile in Dio. Francesco si mostra essere uomo con pieno cuore e pronto a vivere in pienezza con Gesù Cristo: è umile, non dice di sapere tutto.



Stiamo leggendo la Filotea rapidamente, ma Francesco proponeva a Filotea queste meditazioni con maggior calma. Francesco porta avanti l’importanza di innamorarsi di Dio: parla di cose mondane solo per l’uso di essere con Dio (tutto per Lui, fino a respirare).
     Lo stile di scrittura è sempre molto colloquiale. Invita a vivere la confessione e la comunione «più spesso che puoi, secondo il parere del tuo padre spirituale» (2:21): è “all’avanguardia” per i suoi tempi, come sarà anche don Bosco! Ha anche grande saggezza: invita ad «andare incontro alla loro malattia [di coloro che sono così mal istruiti e così strani da sentirsi inqueti e turbati nel vederti fare la comunione così spesso] e fare la comunione soltanto ogni quindici giorni» (2:20). In particolare, Suor Teresa evidenzia il suo disagio nell’avvertire anche troppa preoccupazione per la santità (in uno stile post-tridentino); allora non era consueta la comunione frequente e se è vero che Francesco la consiglia, tuttavia sembra “strutturare” ogni parte della messa.

La comunione frequente non era consueta nel 1609; foto nel duomo d'Annecy 2015

Francesco avverte che dobbiamo solo accogliere la salvezza di Gesù e dice a Filotea che non dipende tutto da lei, ma la porta alla coscienza che non è tutta perfetta e che anche se si sbaglia c’è da rialzarsi e continuare a camminare: «Perché vogliamo lasciarci morire spiritualmente quando abbiamo a disposizione un rimedio così sicuro?» (2:13).
     Richiama spesso alla dimensione ecclesiale e comunitaria: «unisci la tua intenzione a quella di tutti i cristiani» (2:14), «entra volentieri nelle Confraternite» (2:15), «ama e rispetta quello [angelo] della Diocesi in cui ti trovi, quelli delle persone con le quali vivi, e in modo particolare il tuo» (2:16).
Si schiera chiaramente contro le posizioni protestanti: «si ricava sempre maggior frutto e più consolazione dalle celebrazioni pubbliche della Chiesa, che non dalle devozioni personali» (2:15); Dio “propone ma non impone” (perché spetta a ciascuno “aderire con il sì”): è assolutamente contrario alla predestinazione! (2:18).
Maria come nonna? Qui la Sacra Famiglia, nel duomo d'Annecy

Per la prima volta sentiamo parlare della Vergine Maria come “nonna”: dice maggiore prudenza, saggezza, forza di quanto ne abbia una madre. Come don Bosco è molto devoto a Maria; segue la Chiesa!
     Filotea desiderava davvero la vita devota e Francesco deve averlo capito: per questo la spinge in questo modo molto radicale (“Dio basta!” diceva Santa Teresa d’Avila).
Invita alla lettura di «qualche buon libro di devozione» che, sicuramente, sono stati per lui stesso preziose letture e che dicono molto della sua stessa formazione. Quanto lui dice a proposito di questi può certamente essere applicato a questa stessa Filotea che ancora oggi stiamo leggendo: «tutti i giorni leggine un brano con grande devozione, come leggeresti lettere inviate personalmente a te dai Santi del Cielo, per indicarti il cammino e darti coraggio di avviarti ad esso».

Sommario di Marco Tagliavini
Foto di Joe Boenzi



No comments:

Post a Comment