Tuesday, December 8, 2015

Francesco: un uomo “normale” che scrive per gente “normale”


07 dicembre2015
Gruppo: Marko Ivan Majić-Mazul, Teresa Su Hyun Park, e Marco Tagliavini

Filotea 3: 31-41

Cosa ci ha colpito:

Questi capitoli sono ricchissimi e si potrebbero segnalare moltissime cose utili per la vita: è davvero una parte interessante, in cui Francesco si mostra essere un uomo “normale” che scrive per gente “normale”.
     Invita a divertirsi (per essere devoti non bisogna essere sempre come “archi tesi”), ma spiega come è opportuno farlo: spiega ogni dettaglio, nulla lascia al caso, vuole dare tutto se stesso per la nostra crescita. Si mostra davvero premuroso e progressivo nell’accompagnare verso l’eccellenza.
La sua visione della santità svela quella che talvolta è una mal comprensione della santità stessa da parte di molti (e anche di noi): Suor Teresa, in particolare, evidenzia il suo sentirsi spiazzata, lei che ha sempre avuto l’impressione che tutti i santi debbano essere ascetici! Francesco apre la strada della santità a tutti, ma chiede un profondo discernimento (3:31).


Colpisce particolarmente la sua capacità di far aprire gli occhi su questioni concrete: per esempio quando tratta del ballo (3:33) e mette in guardia perché i peccati possono risvegliarsi facilmente. La concretezza di queste pagine coinvolge l’esperienza personale di noi lettori: a proposito dei giochi (3:32) o delle discussioni che sono inizio di litigi che terminano in divisioni (3:38). Francesco si riferisce a situazioni così realistiche e comuni che mettono davvero “spalle al muro”: è clamoroso l’elenco che mostra i «due cuori» dell’uomo (3:36).
     Interessante il frequente riferimento al Cantico dei Cantici (specialmente in 3:35-37), molto bello l’invito ai piccoli gesti quotidiani di carità (attinente la “spiritualità del quotidiano” tanto cara a don Bosco): le cose grandi si possono anche fare, sono più difficili le piccole. Stimolante l’invito a «non riempire la tua anima di troppi desideri […] rifletti bene se poi sarai in grado di digerire tutto ciò che vuoi inghiottire» (3:37).
     Nel consueto stile colloquiale e pedagogico, sono ribaditi alcuni temi che risultano così fondanti per la spiritualità salesiana: la centralità di Dio, l’importanza dell’orazione, il ruolo del padre spirituale.
     Francesco ritiene importante curare la devozione popolare, ovvero per il popolo, per coloro che vivono la quotidianità laica. Evidentemente l’idea di una “santità per tutti” non era consueta: Francesco propone il matrimonio come via alla santità («È una vera benedizione quando l’uomo e la donna fedele si santificano reciprocamente in un autentico timore del Signore», in 3:38).


Molto incisiva è risultata la spiegazione del significato degli anelli nel matrimonio (3:38): anche la congregazione di Suor Teresa consegna l’anello come segno della professione perpetua!

A tutti quanti è piaciuto il raffinato utilizzo del cibo in analogia alle situazioni matrimoniali (3:39): Francesco di Sales ha la capacità di dire con delicatezza tutto quanto vuole senza cadere nel dire ciò che non è opportuno. Al di là della metafora, però, c’è da considerare l’attenzione da avere anche proprio nei confronti del cibo: lo stesso don Bosco invitava a mangiare per poi lavorare.
Molto bello il fatto che riporti tanti esempi di santi: specialmente il rimando alle «lettere di S. Girolamo» (3:40) dicono la sua umiltà, poiché non si mette in mostra ma si rende conto della bellezza altrui.


Anche il discorso rivolto alle vergini (3:41) entusiasma a donare tutto, non solo in quantità ma anche e soprattutto in qualità: quando si ama autenticamente qualcuno e ci si sente amati in tal modo, si desidera corrispondere e, dunque, si vuole anzitutto amare il Signore tutto intero!
In quest’ultima sezione della terza parte, ci siamo sentiti personalmente chiamati in causa nell’attinenza tra ciò che Francesco racconta e la nostra vita: l’invito rivolto a mariti e mogli ad amarsi (3:38) ha scatenato la diffusione di questa riflessione ad amici e conoscenti (sia Marco che Marko hanno condiviso questo stimolo del vescovo ginevrino a coppie loro prossime): «Mariti, amate le vostre mogli come Gesù ama la sua Chiesa; mogli, amate i vostri mariti come la Chiesa ama il suo Salvatore». Suor Teresa condivide quanto la lettura della Filotea metta in discussione; anche Marko ribadisce quanto ciò che il Salesio scrive sia attinente alla vita reale e quotidiana che ci troviamo realmente a vivere.

Infine, una sottolineatura va fatta sull’attualità della Filotea – e di Francesco di Sales – che tratta temi che troviamo all’ordine del giorno: il ruolo della famiglia nell’educazione dei figli (3:38), la necessità di un ordine nella vita oggi tanto stravolto da una “società notturna“ come quella in cui viviamo (vedi 3:33).

Sommario di Marco Tagliavini

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